Mi è capitato più volte di osservare, in alcune vie di Milano (principalmente C.so Buenos Aires), il crearsi di una situazione piuttosto pericolosa e "incivile".
Ai semafori di C.so Buenos Aires, negli orari di punta, gli scooter, le moto e le biciclette si dispongono in maniera sparsa generando delle situazioni di pericolo. Non è raro ad esempio vedere la coda di auto al semaforo e una fila di scooter/moto (non bici) disposte sulla linea che delimita i 2 sensi di marcia, poiché gli spazi utilizzabili di fronte e tra le auto sono pieni.
Credo che si potrebbe sperimentare una soluzione già presente in altre città europee, che permette alle 2 ruote di avere il loro spazio d'arresto di fronte alle auto.
Mi rendo conto che Milano sia piena di persone che si muovono in scooter/moto facendo delle manovre veramente idiote tra le auto, ma questo, dal mio punto di vista, sarebbe un'occasione per fare ordine, visto che gli scooter al semaforo supereranno sempre le auto disponendosi dove capita (a meno di regolamentare, s'intende, ma lo vedo poco praticabile e nemmeno conveniente), piuttosto questo migliorerebbe la viabilità perché gli le due ruote potrebbero liberare prima l'incrocio. Inoltre, cosa forse più importante, questo permetterebbe a coloro che vanno in bicicletta di non doversi fermare tra le auto e respirare i gas di scarico a distanza molto ravvicinata.
Ne ho già parlato (molto brevemente) con i ragazzi di motocivismo.it e con l'aiuto di Andrea Trentini ho ipotizzato una soluzione simile a quella che trovate in allegato (scusate la bassa qualità del lavoro, l'ho fatto di corsa, ma credo che il suo scopo di rendere l'idea lo faccia :)):
Ho preso una foto di un semaforo di c.so Buenos Aires da google street view e aggiunto i colori. La zona rossa, nelle nostre ipotesi, dovrebbe essere riservata alle bici, quella blu alle moto/scooter (non è detto che debbano essere di dimensione uguale, perché magari si potrebbe fare quella blu più ampia)
Non so dal punto di vista legislativo cosa questo comporti, ma spero che sia i consiglieri sia gli utenti mi dicano la loro sulla proposta e, se reputata valida e realizzabile, si proceda con la sperimentazione (il costo credo che sia piuttosto basso, no?).
Buona partecipazione
Claudio
n.b. io ho parlato di C.so Bueno Aires perché è la via che più spesso mi ha fatto pensare alla cosa e perché credo si presti per la sperimentazione, ma naturalmente si può pensare di attuarla anche o solo in altre vie, in fase di sperimentazione.
Rispondo qui a Enrico Sardini
"Le due ruote devono rispettare il codice esattamente come le auto.
Per posizionarsi in prima fila spesso superano tutti pericolosamente oltre la linea continua, quindi contromano oppure da destra, questo va evitato e represso."
Ogni comportamento pericoloso che violi il codice della strada deve essere punito, su questo credo che siamo d'accordo tutti.
"Se la carreggiata e' larga possono anche passare davanti ma complessivamente mi sembra un azzardo, tanto piu' che poi al massimo si deve andare a 50 quindi non vedo tutta questa fretta..."
Più il sistema è efficiente e più tutti ci guadagnano. Gli scooter/moto e le biciclette possono evitare le cose, anche utilizzando il massimo rispetto e la massima prudenza. Il lavorare per far sì che questi viaggino meglio, senza peggiorare le condizioni di nessun'altra categoria, permette di rendere il sistema più efficiente e a loro di arrivare prima dove devono. Inoltre permetterebbe di farli respirare meglio, visto che chi guida moto o bici utilizza i polmoni come filtro antipolline(e polveri sottili), che sia inverno o estate.
L'idea, che teoricamente potrebbe avere un senso, applicata alla tipica mentalità italiana produrrebbe dei disastri.
Lo spazio garantito alle bici o alle moto in prossimità dell'incrocio diventerebbe una sorta di sola da raggiungere con ogni metodo.
Vedremmo centauri e ciclisti che si lanciano senza paura in sorpassi a tutta velocità che sconfinano nella carreggiata con senso di marcia opposto e poi si rituffano nell'area riservata sperando di riuscirci prima che il semaforo scatti al verde.
Io sarei il primo a farlo con la mia bicicletta, visto che quando sono in coda tra le auto ferme a respirare benzene rischiando un tumore ai polmoni perdo spesso la ragione e cerco ogni pertugio tra le auto per raggiungere la prima fila.
Il problema non esisterebbe se chi guida le autovetture avesse l'accortezza di lasciare spazio a destra o a sinistra della carreggiata quando è fermo in coda.
Purtroppo la consuetudine è quella di vedere le auto sparpagliate a caso, alcune tutte a destra, altre a sinistra, altre ancora che lasciano lo spazio centralmente.
Poi ci si mettono pure le auto ferme in doppia fila e allora va a finire che si sale sul marciapiede per non stare 20 minuti nel traffico bloccato (inconcepibile per un ciclista).
Per le piste ciclabili è meglio lasciar stare, che chi le progetta deve aver dato in affidamento il proprio cervello a qualcun'altro: qui a Milano fanno davvero ridere e non le utilizza nessuno.
"Vedremmo centauri e ciclisti che si lanciano senza paura in sorpassi a tutta velocità che sconfinano nella carreggiata con senso di marcia opposto e poi si rituffano nell'area riservata sperando di riuscirci prima che il semaforo scatti al verde."
Già lo fanno, quindi non credo cambierebbe molto in termini di perdita di sicurezza, non credi? Certo il fatto che ci sia uno spazio dedicato permetterebbe di avere una motivazione in più per farlo, ma credo che sarebbe del tutto trascurabile l'eventuale incremento di "stupidi".
"Purtroppo la consuetudine è quella di vedere le auto sparpagliate a caso, alcune tutte a destra, altre a sinistra, altre ancora che lasciano lo spazio centralmente."
è verissimo, si potrebbe quindi pensare a una segnaletica aggiuntiva, che permetta, in prossimità degli incroci, di lasciare una microcorsia a dx, affinchè le 2 ruote possano passare. (anche se forse questo non è banale da mettere in pratica)
Si potrebbe pensare a una soluzione come quella mostrata nel nuovo file allegato (strisce_2_ruote2.jpg ).
Ho spostato anche un po' la linea di divisione delle 2 corsie, perchè altrimenti le stesse avrebbero 2 dimensioni differenti. Nel mio disegno sembra che la corsia di accesso sia una specie di pista ciclabile (simile a quel link che mi avevi passato), non è escluso che si possa unire la sperimentazione in oggetto ad una pista ciclabile in C.so Buenos Aires. A quel punto però la corsia di accesso non potrebbe essere percorda dalle modo e quindi bisognerebbe prevederne una anche al centro (tra le 2 corsie con lo stesso senso di marcia) o a SX (tra un senso di marcia e l'altro).
Altrimenti si potrebbe prevedere l'inizio della corsia a N metri dall'area (tipo 10), ma credo siano dettagli da discutere in fase (speriamo) di reale sperimentazione e (purtroppo) non toccherebbe a noi, credo :(.
Per tutti:
date un'occhiata alla nuova versione e fatemi sapere cosa ne pensate.
Buona partecipazione
Claudio
Concordo pienamente. La situazione è gia' cosi di fatto ma sarebbe una soluzione assolutamente opportuna. E' una cosa che penso da anni, ma sinceramente non la vedo realizzabile utilizzando il codice stradale attuale, almeno applicata alle moto, più facile per le bici. Andrebbe fatta una modifica e non credo che la cosa sia semplice ed immediata.
In effetti temo che il codice della strada non le preveda, ma forse il comune può introdurre qualcosa in via sperimentale (il nodo della questione credo che sia trovare una formula il più semplice possibile e poco soggetta a contestazioni in sede di discussione civile di eventuali sinistri, perché credo che sia quello il problema che si potrebbe verificare, quando capita un incidente).
Ho introdotto la corsia di accesso (file strisce_2_ruote2.jpg ), che probabilmente è la parte che potrebbe causare maggiori problemi, dal punto di vista dell'attuazione (perché prevede il movimento dei veicoli).
Comunque speriamo si possa fare qualcosa.
Grazie per il supporto comunque ;)
A presto
Claudio
Assolutamente contrario.
Le moto a Milano godono di una situazione di impunità, per cui ad ogni semaforo che diventa rosso si vedono arrivare motociclisti e scooteristi che passano in ogni dove, a destra, a sinistra oltre la riga continua, in mezzo agli altri veicoli in coda, violando il codice della strada, recando pericolo ai pedoni che stanno attraversando e rallentando i veicoli pubblici e privati che vengono in senso contrario.
Questo fenomeno andrebbe ostacolato e sanzionato, non certo premiato con un apposito posto in prima fila.
la logica dovrebbe proprio essere quella di una regolamentazione civile, fornendo uno spazio di cortesia si cerca di recepire un comportamento naturale
CIao Bruno,
scusa il ritardo della risposta.
Comunque concordo che il tema "delicato" sia il percorso per arrivare a tale spazio, per questo abbiamo ipotizzato una corsia per il raggiungimento dello stesso.
Come ti sembra? (è il file strisce_2_ruote3.jpg )
In ogni caso i comportamenti sbagliati dovrebbero già essere puniti, qualunque sia il "colpevole", sia automobilista che motociclista o ciclista. Credo che su questo siamo tutti d'accordo. Con questa proposta non si vuole certo legittimare il comportamento pericoloso, anzi. La striscia d'accesso permetterebbe di evitare il superamento in diversi punti, poiché sarebbe naturale per i mezzi a 2 ruote raggiungere l'area utilizzando la corsia apposita.
Lavorando insieme, credo che siano tanti gli accorgimenti e le piccole modifiche che si potrebbero adottare per migliorare la viabilità milanese.
Scusate se intervengo con ritardo ma ho scoperto solo ora questa parte di partecipaMi.it.
Prima di tutto una domanda, in quali città europee è previsto uno spazio riservato avanzato per le motociclette? A me risulta che nel Regno Unito, per fare un esempio, lo spazio avanzato sia riservato alle sole biciclette. Forse in qualche altro Stato, dove il controllo sulle emissioni delle moto è più severo, permettere anche alle moto di avanzare in uno spazio riservato potrebbe essere sensato. Certo non in Italia. Spesso i ciclisti sono costretti ad avanzare quel poco che permette loro di evitare le esalazioni da questi veicoli, a volte puntati direttamente in faccia da inclinazioni opportune dei tubi di scarico. Quanto alla "percolazione" attraverso le code di auto, non mi pare che questo sia comunque fattibile per una moto, manca di maneggevolezza e abbonda in dimensione... Più di una volta ho incontrato centauri molto educati che, vedendomi arrivare in bici (spesso uso la luce anche di giorno, ci sono troppi distratti...) mi hanno fatto spazio per lasciarmi passare dove loro non potevano. Ho sempre ringraziato e sorriso, sono cose che rallegrano una giornata.
Infine vorrei aggiungere una piccola osservazione, visto che spesso si legge "siamo tutti d'accordo che comportamenti pericolosi e contro il codice della strada, etc". Queste sono frasi di una banalità spaventosa, di un appiattimento di valori avvilente e nulla aggiungono a un dibattito per migliorare la vita nelle nostre città (e campagne). C'è una sola cosa che è inequivocabilmente pericolosa: il mezzo che pesa più di un uomo ed è lanciato a velocità superiore a quella che un uomo può raggiungere con le proprie forze. Il resto è a livello umano, e come tale dovrebbe, in un Codice della strada degno di tale nome, essere considerato e rispettato al di sopra della macchina. Così non è.
Ciao Giuliano,
avrai notato che ho immaginato 2 diverse aree, una per le moto e l'altra per le bici. Sia per agevolare il più possibile la partenza, sia per dividere almeno un po' e, proprio come auspichi tu, far respirare meno gas di scarico alle bici (che non ne producono).
Questa è una soluzione che migliorerebbe le condizioni attuali, visto che attualmente le bici sono costrette (a meno di fermarsi sulle strisce pedonali intralciando il passaggio dei pedoni) a stare in mezzo alle macchine e respirarne i gas di scarico; con questa soluzione avrebbero una loro zona e potrebbero respirare molto meglio. Certo, una zona adibita solo a loro, permetterebbe di non rischiare di trovarsi uno scooter puzzolente a 1 m di distanza, ma questo non permetterebbe di avere una condizione migliore ANCHE per i motociclisti e, inoltre, una zona ad uso esclusivo delle bici, che si estende per entrambe le corsie, rallenterebbe inutilmente la partenza delle auto (visto che ci sarebbe il fesso di turno che si piazza sulla corsia sx intralciando le auto che sono dietro di lui). Dico inutilmente, perché non penso che la strada sia ad uso esclusivo delle auto, tutt'altro, ma perché il far fermare una bici sulla corsia sx farebbe in modo che l'auto posta dietro perderebbe tempo SENZA che la bici abbia il minimo guadagno. Una moto invece non farebbe rallentare le auto poste dietro e le bici sulla corsia dx potrebbero spostarsi in un tempo ragionevole sulla parte dx della carreggiata.
Ad ogni modo io non sono un urbanista e sono certo che ci sia tanto margine di miglioramento, ma credo che fare una zona solo per le bici non sia tanto efficiente quanto farla per bici e moto.
Riguardo alla parte polemica del tuo messaggio, non rispondo nemmeno, perché non avrebbe senso perdere tempo su cosa è banale e cosa no in un messaggio di un forum....
Riguardo invece alle emissioni, avere di fianco una moto euro 5 (se mai esisterà) ti farebbe accettare una soluzione come quella da me proposta?
c'è un mito implicito nel tuo discorso: che le bici facciano perdere tempo alle auto. La velocità media del traffico motorizzato in una città è talmente bassa da essere inferiore a quella tenuta da un ciclista, se escludiamo il tipo "ciclista terrorizzato" che striscia lungo il ciglio della strada, ponendosi in una situazione di alto rischio portiere e invisibilità agli incroci. L'esperienza di qualche migliaio di chilometri a Milano in questi due anni mi riprova, ogni giorno e persino sulle direttive più veloci, che se pedalassi anche più lento, come buona parte dei ciclisti, raggiungerei sempre al semaforo successivo le automobili che eran dietro di me al precedente... Avviene regolarmente anche su Cso Buenos Aires, che conosco bene. Lo si può anche sperimentare andando a velocità ridotta, con punte dei 30-35km/h, e anche sulle circonvallazioni. Ciò che determina i tempi sono essenzialmente le soste ai semafori e le code. Sfatato il mito passiamo alle moto...
È stato osservato da altri, credo, che una zona di arresto avanzata per le moto non ha senso, perché o le moto sono già in prima fila, o per passare e raggiungere l'area dovrebbero filtrare attraverso le auto, cosa poco pratica. Se poi stiamo cercando di migliorare questa città, e non di tappare buchi, e ce ne sarebbero da tappare su queste strade..., cosa stiamo a favorire un mezzo che già gode di troppa popolarità quando comunque: inquina, consuma, è intrinsecamente più pericoloso (della bici), fa rumore, non ha alcun vantaggio per il generale miglior benessere delle persone (se paragonato all'esercizio intrinseco all'uso della bicicletta).
Cosa dobbiamo aspettare per capire queste cose e superare certe resistenze culturali e psicologiche? Altri ci sono arrivati da anni, altri ancora ci stanno arrivando, perché noi no? Cos'è che veramente ci blocca?
Ciao Giuliano,
parto dalla fine perché è la parte più semplice.
La mia non era una provocazione, ma una domanda basata su ciò che hai scritto "Forse in qualche altro Stato, dove il controllo sulle emissioni delle moto è più severo, permettere anche alle moto di avanzare in uno spazio riservato potrebbe essere sensato" perché da quello che scrivi sembra che il controllo sulle moto in Italia non sia abbastanza serio, quindi fa presupporre che controlli più stringenti siano sufficienti a rendere sensata la proposta (semplificando). Quindi mi chiedevo se, per esempio, l'equiparazione della categoria Euro X delle moto a quella delle auto fosse sufficiente, oppure ti riferivi a controlli differenti (e in questo caso ti prego di illustrarmeli, e non sto facendo una provocazione)?
Riguardo alla bici, è, come ha detto già Andrea Trentini, un dato di fatto che IN PARTENZA le bici rallentino le auto, e lo fanno OGNI QUAL VOLTA l'auto si trova a viaggiare alla stessa velocità delle bicicletta senza la possibilità di superarla. é evidente che sul tragitto complessivo (pensiamo anche solo a C.so Buenos Aires da Loreto a P.ta Venezia), quando c'è traffico abbastanza traffico, la bici sia più efficiente, perché l'auto è costretta a fermarsi per l'ingorgo, mentre la bici (in modo non diverso da quello che fa la moto) supera gli ingorghi.
Detto questo a me interessa, come ho già detto, migliorare l'efficienza complessiva, perché, nel caso non si sia capito, io non mi schiero da nessuna parte, sia essa bici, auto, moto o trattore, ma sono solo interessato a migliorare le condizioni di vita delle persone. Sembra quasi che tu abbia preso la mia proposta come una proposta per favorire le moto, che ha messo dentro le bici "tanto per". Invece la mia proposta è un qualcosa che spero possa migliorare la vita a moto, bici e, sebbene sembri paradossale, auto.
Un mito implicito che sembra tu abbia è, invece, che a Milano ci sia traffico 24 h su 24, sebbene, fortunatamente, non sia così. E tutte le volte che non ci sono particolari ingorghi, obbligare le auto a stare dietro ad una bicicletta fa perdere efficienza alle auto.
Riguardo alla moto, non mi metto ad ergerla come soluzione migliore a 360°, ma mettersi a elencare i difetti di un mezzo, in modo così parziale, mi sembra fuori luogo e per nulla costrittivo. Hai scritto che:
- inquina: certo rispetto alla bici, ma se paragonata all'auto, quando c'è un po' di traffico e in generale considerando il fatto che partecipa in modo minimale alla produzione di traffico (e quindi ulteriore inquinamento) tutto lascia pensare che sia un'ottima alternativa all'auto (e quindi da incentivare, rispetto all'auto)
- consuma: al di là del problema dell'inquinamento (ma l'hai già messo a parte), il consumo è una questione relativa all'utilizzatore, oltre che al percorso. Visto che ci sono un'infinità di percorsi per i quali la moto è il mezzo più economico, visto che fa mediamente 20 km/h (la mia moto fa i 15, ma ci sono scooter che fanno i 40) e che ti fa risparmiare tempo più di qualunque altro mezzo, nella quasi totalità dei casi.
- è intrinsecamente più pericoloso (della bici): anche la bici è intrinsecamente più pericolosa del camminare, quindi è evidente che sia meglio andare a piedi per fare 20 m, come è meglio andare in bici piuttosto che in moto per farne 500, ma parlare di pericolosità non ha senso, perché ogni mezzo è sensato da utilizzare per coprire certe distanze, giusto?
- fa rumore: nulla da dire, è vero, ma non è più rumorosa di un auto. Conta inoltre che la progressiva estinzione dei motori a 2 tempi ha prodotto un rumore medio piuttosto "accettabile" per i tempi che viviamo, non credi? Sicuramente parlando di città perfetta (e a me piacerebbe tendere a quello) ci sarà bisogno di migliorare anche il rumore, ma per i prossimi 15 anni mi sembra un problema marginale.
- non ha alcun vantaggio per il generale miglior benessere delle persone (se paragonato all'esercizio intrinseco all'uso della bicicletta): parli di benessere fisico, immagino. Ma anche qui si possono paragonare i 2 mezzi SOLO per certe distanze, non certo per 10 km.
Scusa per la lunghezza del messaggio (e della probabile bassa qualità, visto che ho scritto di corsissima).
Anzi, scusa, ma stavo dimenticando una cosa importantissima, sebbene non sia questo il luogo adatto, limitare la velocità di punta, solo per rendere più attraente un mezzo che non la raggiunge (come la bici), non significa migliorare l'efficienza del sistema, ma forzare le persone a scegliere. Giusto come esempio, io sono a favore dell'Ecopass (che vorrei molto più stringente) perché è, dal mio punto di vista, intrinsecamente giusto far pagare l'esternalità negativa (http://it.wikipedia.org/wiki/Esternalità) non perché voglio che la gente non usi l'auto e mi sembra un buon modo per farla spostare su altri mezzi. Le persone devono poter scegliere in libertà, senza essere forzate. Ti prego però di non rispondere su questo tema in questa discussione (perché genererebbe solo ulteriore confusione), ma di aprirne un'altra, sarò ben felice di partecipare.
scusa l'attesa, ma il tempo è zero in questo periodo :(, rispondo punto a punto (non per puntualizzare, ma per semplicità).
Probabilmente l'immagine che ho fatto non rende molto l'idea, ma pensavo a una corsia per i ciclisti e una per i motociclisti (che in funzione di una veloce analisi dei volumi si può ridimensionare, aumentando l'una o l'altra in funzione delle quantità), ad ogni modo molto probabilmente anche uno spazio (complessivo) largo 2 corsie e lungo 30 metri, potrebbe risultare non sufficiente in un momento di particolare utilizzo di veicoli a 2 ruote, ma naturalmente si tratterà di individuare la dimensione più "equilibrata" tra uso per i veicoli a 2 ruote e spazio occupato e interdetto alle 4 ruote. Riguardo alla svolta a sx non mi ero posto il problema, quindi grazie. Direi però che come sperimentazione si potrebbe pensare ai soli incroci dove la svolta a sx è vietata (tutti tranne uno, in P.le Lima, se non sbaglio).
Sul "puro diritto alla circolazione" credo ce ne sarebbe da dire, però non voglio far polemica, ma, anzi, ripetere che io voglio incentivare il più possibile l'utilizzo della bici; solo credo ci sia una scala di importanza (a grandissime linee: pedoni, mezzi pubblici, bici, moto, auto piccole, auto grandi) e che in linea generale quando l'agevolare un mezzo non complica la vita a quelli più importanti di lui abbia senso farlo. In questo caso agevolare ANCHE le moto non significa complicare la vita alle bici (rispetto alla situazione attuale), ma semmai, rispetto al fare lo spazio solo per bici, agevolarla meno alle bici. Ora io credo che dare tutto lo spazio (orizzontalmente) alle bici non abbia senso perché sarebbe spazio sprecato quello a sx e che le bici avrebbero praticamente la stessa agevolazione nello stare a dx, senza però limitare la partenza ai mezzi dietro, con il guadagno PER TUTTI, che tutti ne beneficerebbero, almeno in questo momento storico. Ad ogni modo, tornando al probabile fraintendimento dovuto all'immagine fatta male, per me è importante che la zona bici sia sufficientemente grande da essere molto utile.
Si, so come funziona e credo che, per avere ciò che auspichi (e che auspico anch'io, cioè che si inverta la tendenza per la quale il mezzo più grande è padrone della strada, a discapito di chi è piccolo; critical mass lotta da anni per questo e hanno tutto il mio appoggio) serve un cambiamento epocale che dobbiamo cercare di raggiungere ad ogni costo, detto questo però credo proprio che tu faccia parte di una minoranza, che non deve essere ignorata, ma che non ha senso venga usata come metro di paragone, perché la maggior parte delle biciclette si prendono, giustamente, il loro tempo per partire al semaforo (a meno che non si trovino col rosso già appena oltre alle strisce pedonali...). Detto questo però, non ha veramente senso fare una lotta a chi deve essere agevolato, perché una soluzione come quella da me proposta, avvantaggerebbe tutti, senza limitare nessuno (nemmeno le macchine, perché quelle a sx potrebbero partire subito dopo le moto e quelle a dx spesso devono girare a dx, limitando al massimo le inefficienze, visto che probabilmente vedendo lo spazio per le bici, si metterebbero dietro solo se devono girare o non sono dei lupi famelici da educare, per il discorso di cui parli giustamente tu)
Su questo mi trovi completamente d'accordo, di bestie ignoranti è pieno. Ma questi sono sia automobilisti, sia motociclisti, sia ciclisti, sia pedoni. Basta attraversare Milano a qualunque ora per incontrare decine di deficienti. Il cercare di forzarli in una categoria però è un grosso errore, al contrario, bisogna lavorare per apportare delle migliorie che servano a vivere meglio, tutti, non credi?
Non ho detto che l'auto è efficiente in città in senso assoluto, ho detto che si fa perdere efficienza se questa sta dietro. Lo stesso vale per le code, obbligare moto e bici a stare dietro alle pesanti e poco scattanti auto, fa perdere efficienza alle 2 ruote, é un dato di fatto. Detto questo però ti lascio passare la battuta, anche perché io stesso penso che l'auto in città non ha futuro come mezzo di trasporto di massa (ma dovrebbe essere lasciata utilizzare sempre, magari facendo pagare l'esternalità che deriva dall'utilizzo della stessa. Ecopass....)
Hai qualche esempio? Io scusa, ma non riesco a immaginare tragitti nei quali una bici possa metterci meno di me in moto (a meno di spostamenti dove la lunghezza del tragitto in bici sia molto inferiore di quello in moto, per merito di piste e isole ciclabili, ovviamente). Questo non significa che sia da premiare la moto, rispetto alla bici, perché se c'è tutta questa differenza (che io credo ci sia) è anche perché la struttura della città non favorisce la bici. Bisogna quindi lavorare per agevolare le bici, credo però che prima di sfavorire le moto, ci siano le auto, e che ci sia parecchio lavoro da fare.
Non mi sono spiegato, ma intendevo che ogni mezzo viene scelto per coprire una certa distanza, non in funzione della sua pericolosità. Quindi agevolare le bici rispetto alle moto perché sono intrinsecamente meno pericolose, è come agevolare i pedoni rispetto agli autobus perché sono intrinsecamente meno pericolosi.
Sisisi, hai ragione, ma credo che il problema della mobilità sia molto più urgente di quello dell'inquinamento acustico (anche se è un po' soggettiva come cosa), quindi disincentivare un mezzo che, al momento, è ottimo per la stragrande maggioranza degli spostamenti per il rumore mi sembra poco efficiente. Se la priorità è la mobilità ci si preoccupa di quella (fissando nel frattempo dei limiti ai costruttori, come già è stato fatto), quando la mobilità sarà un problema meno urgente, allora si potrà mettere più in primo piano il rumore, visto che al momento disincentivare la moto farebbe perdere terreno in termini di efficienza della mobilità collettiva. Inoltre è molto probabile che per quando i problemi di mobilità saranno risolti, ci saranno nuovi e migliori standard sulle emissioni sonore di tutti i veicoli, no?
Scusa, non ho molto approfondito, comunque non parlavo della sola Milano città. Il grosso del traffico che c'è a Milano in settimana è fatto da persone che vengono almeno dall'Hinterland (vedi tangenziali nelle ore di punta), e dall'hinterland è facile arrivare a 10km, inoltre, con l'aumentare della distanza, il tempo impiegato (e quindi il costo) per lo spostamento aumenta, con la conseguente perdita di efficienza per i mezzi lenti (bici vs moto).
Non ce l'ho fatta ad esserci e, sull'ultimo punto, cercherò la tua discussione :)
Scusa la lunghezza infinita, ma hai messo troppa carne al fuoco! :)
Claudio